Nel fresco pomeriggio, una leggera brezza avvolge la biblioteca del castello in una soffusa luce dorata. Nel giardino al di fuori, i lilac fioriscono come nuvole, e il loro profumo delicato si insinua silenziosamente all'interno. Le enormi finestre a tutta altezza accolgono il blu del cielo e il verde del giardino nello spazio della biblioteca. La luce del sole si rifrange sui vetri colorati, spargendo colori brillanti sugli scaffali e sul tappeto, come un arcobaleno rovesciato.
All'interno della biblioteca, file di antichi scaffali per libri mettono in evidenza l'impronta pesante della storia del forte, ogni angolo scolpito, ogni ripiano di bronzo antico, racconta storie del passato. E oggi, questo spazio dedicato al sapere e alla memoria diventa anche un palcoscenico per un'altra storia.
La principessa Seraphia indossa un lungo abito verde acqua, con una sottile cintura argentata in vita. I suoi lunghi capelli sono intrecciati in due trecce di castano dorato, danzanti con un'allegria spensierata. Sul suo volto c'è sempre un irresistibile sorriso malizioso. Il cavaliere Richter, alto e snello, in abiti civili, appare serio, eppure spesso si lascia scappare una risata grazie all'umorismo di Seraphia. È uno dei pochi lavoratori esperti nella biblioteca, ma oggi, a causa di una grande pulizia, forma con la principessa un'improvvisata squadra di dismissione.
Seraphia, con abilità, estrae una vecchia cassa di legno da uno scaffale alto, fa schioccare le dita per liberarla dalla polvere sulla copertura e finge di essere seria: "Richter, annuncio che stiamo per rivelare il segreto millenario di questa cassa, e se all'interno esce un drago parlante, che faremo?"
Richter finge di essere scioccato, allargando gli occhi: “Principessa Seraphia, se così fosse, dovrei essere io a entrare in azione, usando il mio coraggio e la mia saggezza per domarlo. Ma se si rivela solo un drago da biblioteca, potrei chiedere a lei di usarne l’umorismo per conquistarlo.”
Si scambiano un sorriso. Seraphia esita e apre il coperchio, rivelando una serie di lettere ingiallite e buste sbiadite, oltre a una penna a sfera luminescente che sembrerebbe provenire da una fiaba. "Ah ha! Le famose lettere d'amore!" esclama Seraphia, aprendo le braccia in modo esagerato. "Vuoi scommettere che ci sono scandali familiari nascosti all'interno?"
"Indovinerei che si tratta solo di una lista di libri di un ex bibliotecario," risponde Richter scuotendo la testa, con un'espressione divertita. "Non sottovalutare il potere letale di una vecchia lista di lettura, i segreti più noiosi sono spesso i più pericolosi."
Iniziano a esaminare le lettere, imitano il modo di recitare dello staff:
"Cara Eilinda, le rose sono sbocciate, e io, come previsto, mi perdo in pensieri nella libreria."
"Buon lavoro, questa lettera è un po' triste."
"Aspetta, c'è anche una firma: 'Auguro che ogni pagina porti un miracolo.'"
Dopo essersi guardati, scoppiano in una risata.
Seraphia si diverte a classificare un mucchio di lettere che sembrano non essere più lette da nessuno: "Conserviamole, un giorno ci sarà un archeologo commosso da questa nostra dismissione!"
"Oppure scrivi tu stessa una lettera da mettere dentro, dicendo che stai disfandoti di un universo di storie."
"Buona idea! A patto che tu ti occupi delle illustrazioni." Seraphia fa l'occhiolino.
Mentre rovistano tra le cose, Seraphia estrae un libro che le cade tra le mani. Si china a raccoglierlo e scopre che la copertina è rotta, con su scritto "Racconti del castello". Scuotendo via la polvere, lo apre per trovare un foglio di carta illustrato, raffigurante una giovane fanciulla e un giovane che siedono insieme in un raggio di sole a leggere, con una splendida finestra a tutta altezza e un alto scaffale di libri sullo sfondo.
"Guarda, Richter, le persone in questo libro somigliano a noi!" Seraphia porge il disegno a Richter.
Richter osserva attentamente, un sorriso emerge sulle sue labbra: "Principessa, sembra che, molto prima della tua nascita, questa biblioteca avesse già sepolto piccole luci."
"Forse anche loro stavano dismettendo i tempi passati?" dice Seraphia a bassa voce.
I due si appoggiano sugli alti scaffali e iniziano a ordinare vecchi giornali e documenti accumulati da tempo. Seraphia scrive appunti dorati ad alta voce, recitando i titoli dei vecchi documenti con tono teatrale: "Regola 105 per il prestito di libri della famiglia reale: è vietato inserire bicchieri di succo tra le pagine!"
Richter, fingendo serietà, interviene: "Questo per evitare che il succo d'uva rovini i manoscritti sui segreti delle stelle. Altrimenti, dovremmo richiedere scuse pubbliche da tutti i viticoltori della città."
Seraphia ride così tanto che quasi lascia cadere un mazzo di vecchi manifesti. Le loro voci e risate risuonano a lungo nella biblioteca del castello, tanto che i ritratti dei membri della famiglia reale appesi ai muri sembrano sorridere clandestinamente.
Arrivano fino a un angolo trascurato del tappeto, e mentre Seraphia lo colpisce con la punta del piede, sente un "crack". Scoprono che sotto il tappeto si nasconde una vecchia valigia. Gli occhi di Seraphia si illuminano: "Questa volta, non sarà semplice come le lettere!"
Richter si abbassa con serietà e, insieme a Seraphia, apre delicatamente la valigia. All'interno ci sono solo un diario rilegato e una piccola chiave arrugginita. Seraphia trattiene la sua dolce emozione e dice sottovoce: "In situazioni come questa, di solito, appena si apre un diario, si scoprono i segreti più profondi del castello, come tesori dimenticati nelle segrete e incantesimi legati a chi li scopre."
Richter sfoglia il diario e scopre che è pieno delle riflessioni e avventure di un bibliotecario, con annotazioni sulla riparazione di libri, la gioia di trascrivere poesie in notti invernali, e persino aneddoti di indovinelli con studiosi in visita. "Questo diario è come una capsula del tempo. Vuoi provare a usare questa chiave per cercare le cose che il bibliotecario ha nascosto?"
Seraphia diventa subito entusiasta: "Magari è nascosto in un angolo dello scaffale! Se lo troviamo, stasera potremo avere una grande cena a base di torta!"
I due sembrano entrare in un mondo di enigmi, iniziando a bussare e toccare con cautela dietro e sotto ogni fila di scaffali, sperando di scoprire la porta nascosta legata alla "chiave". L'aria è intrisa dell'aroma dei libri, e ogni volta che sfogliano un vecchio volume, sembra di sentire le eco dei tempi passati.
"Tu che pensi aprirà questa chiave?" chiede Seraphia mentre sfoglia un grosso enciclopedia.
Richter cerca freneticamente lungo il bordo dello scaffale, non dimenticando di scherzare: "Una chiave come questa può solo aprire la porta per la stanza della torta. Ho sentito dire che il direttore una volta ha mangiato una torta al castagno."
Seraphia lo fissa, mordendosi il labbro per sembrare seria: "Non è uno scherzo, immagina se in un angolo ci fosse la penna di un'altezza superba? Non vorresti una penna che ti aiuti a scrivere trecento pagine di tesi in una notte?"
"Se esistesse davvero, io la riottengo subito, e lavoro fino a notte fonda!"
Tra risate e battute, Seraphia scopre una chiave speciale nella parte inferiore di uno scaffale decorato. Con cautela, inserisce la piccola chiave, e il lucchetto emette un suono cristallino. Il fondo dello scaffale si apre, rivelando un piccolo cassetto, con all'interno una raccolta di poesie rilegata con un nastro raffinato e un piccolo candelabro d'argento.
Seraphia esclama meravigliata: "Questo non è solo un tesoro, è un vero e proprio tesoro di sentimenti..."
Richter sfoglia la raccolta di poesie e scopre che i versi sono delicati e meravigliosi, pieni di gentilezza e descrivono essenzialmente l'odore dei libri, il castello e il tempo passato qui. Una pagina riporta: "In omaggio a coloro che amano leggere, possa questa dolcezza accompagnare le vostre notti."
Seraphia alza lo sguardo verso il tramonto visibile dalla finestra: "Dunque, non importa quanto ci si disfi di vecchi oggetti, alla fine tutti scelgono di custodire dolcezza e memoria nei libri..."
Richter dice sottovoce: "Forse ogni risata, ogni umorismo di questa città è stato registrato qui."
Seraphia sorride: "Allora dovremmo lasciare anche noi qualcosa? Così, tra molti anni, chi si occuperà di riordinare potrà leggerne."
Richter brilla negli occhi: "Possiamo scrivere una storia sul nostro cercare tesori, fra successi e fallimenti, solo registrando come abbiamo aperto uno dopo l'altro i vecchi bauli, scambiando sciocchi scherzi, e alla fine scoprendo che la cosa più preziosa sono i momenti di compagnia e le risate."
"Io scriverò, e tu ti occuperai delle illustrazioni del libro. Se in futuro ci sarà una serata a tema, chiameremo questo “Il banchetto della dismissione nella biblioteca del castello”?"
"Ricordati di includere anche la ricetta della torta," sorride Richter.
Il sole al tramonto proietta le loro ombre lunghe. Seraphia sistemando un nuovo diario, con grande serietà scrive:
"Oggi il tempo è sereno, ho condiviso un viaggio tra mari di libri con un'amica. Gli oggetti vecchi sono pieni di risate, versi e vera dolcezza. Anche se le pagine sono vecchie, le risate restano nuove - questa è la magia della biblioteca del castello."
E Richter, usando penne colorate, disegna i due mentre frugano tra le cose, e accanto c'è il drago parlante che hanno immaginato, seduto tra le pile di libri ad ascoltare la principessa raccontare barzellette. In basso a destra, una scritta dice: "Hai sorriso mentre leggi fino a qui?"
Ripongono questo nuovo "tesoro" con cura nel piccolo cassetto appena scoperto, e chiudono di nuovo con la chiave piccola. Infine, Seraphia scherza: "La prossima volta che qualcuno scoprirà questo posto, potrebbe pensare che sia un indizio per un tesoro."
Con le luci accese nella biblioteca e il calore del tramonto che si intreccia, Seraphia e Richter si appoggiano sul morbido divano, continuando a condividere le loro risate, ogni tanto pensando a ciascun nuovo oggetto scoperto, tutte cose registrate nel cuore. Non sono più solo delle persone incaricate di riordinare vecchi libri e riempire oggetti antichi, ma sono diventati cantori di nuove storie, e ogni risata, ogni conversazione e ogni libro sfogliato, sembrano tessere un successivo ricordo caldo e indelebile per questa biblioteca, per questo castello.
Sotto il lampadario, il viso di Seraphia riflette soddisfazione e serenità, e lei pensa tra sé: non importa come il tempo scorra, finché la biblioteca esiste e finché possiamo sorriderci nella fragranza dei libri, questa felicità continuerà a perdurare.
